Mi hanno raccolto sulla spiaggia una domenica di Maggio.
Mi stavo asciugando al sole dopo un lungo viaggio nel mare. Il vento giocava quel giorno con la sabbia, formando dei vortici nell’aria in una danza ritmata come un respiro; facendola poi ricadere a terra, creava nuove dune, cambiando il paesaggio sull’arenile. Proprio per questo motivo ero un pò nascosto; credevo di essere non più di un pezzo di legno, ma chi mi ha visto lì, mi ha amato subito e ha riconosciuto in me la bellezza. La mia forma così “integra” ha solo avuto bisogno di una ripulita e una lucidatura per proteggermi nel tempo. Poi a me si sono uniti altri “amici”: la base in legno, il sasso, il paralume e l’impianto elettrico. Ora sono qui e umilmente riconosco che la mia nuova vita ha un senso. La mia bellezza risplende nell’ambiente illuminandolo non solo con la lampada ma con la luce del mio cuore di legno. Chiamatemi “Tig Na Nor - Paradiso di Luce”.
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